Google ha annunciato che a partire dal 2025, lo sviluppo del sistema operativo Android si svolgerà interamente in forma privata. Questa decisione segna un cambiamento significativo rispetto alla policy adottata negli ultimi sedici anni, durante i quali il gigante della tecnologia ha sempre mantenuto un approccio aperto nella gestione del proprio sistema operativo.
Attualmente, Google pubblica e aggiorna regolarmente il Android Open Source Project (AOSP), che è accessibile a chiunque grazie alla licenza Apache 2.0. Questa licenza permette a sviluppatori e aziende di utilizzare, distribuire e modificare i sistemi operativi basati su AOSP senza alcun costo di licenza. Anche se la natura open source di Android continuerà a essere un elemento centrale, il lavoro di sviluppo si sposterà in un contesto privato, con Google che gestirà le attività di sviluppo in modo più riservato.
Negli ultimi mesi, la tendenza verso una maggiore riservatezza era già evidente, con Google che aveva iniziato a trasferire lo sviluppo di molte componenti del sistema operativo nelle proprie branch interne. Questo ha portato a una situazione in cui AOSP offre solo una parte limitata del framework, mentre il resto delle funzionalità viene sviluppato internamente.
In un’intervista rilasciata ad Android Authority, Google ha confermato che continuerà a pubblicare il codice sorgente delle nuove versioni di Android, nonché il codice sorgente per il fork del kernel Linux utilizzato nel sistema operativo. Tuttavia, la frequenza con cui verrà rilasciato il codice sorgente pubblico per componenti specifici di Android, come il sistema di build, il motore di aggiornamento, lo stack Bluetooth, il framework di virtualizzazione e il SELinux, subirà delle modifiche. A partire da questa settimana, tutte le attività di sviluppo di Android si svolgeranno all’interno delle branch interne di Google, con l’obiettivo di semplificare il processo di sviluppo e di non ostacolare il lavoro degli sviluppatori esterni.
Questa nuova direzione potrebbe avere un impatto significativo sul panorama dello sviluppo software per Android, poiché il passaggio a un modello più chiuso potrebbe limitare le opportunità di collaborazione tra Google e la comunità di sviluppatori.