Un recente studio condotto dal paleoantropologo Lee Berger ha riacceso il dibattito sulle pratiche funerarie di Homo naledi, una delle specie ancestrali umane scoperte in Sudafrica. Questa ricerca, risalente a qualche anno fa, aveva suggerito che tali individui fossero capaci di seppellire i propri morti e di decorare le pareti delle grotte in cui venivano collocati i defunti. La tesi ha suscitato perplessità tra molti esperti del settore, i quali hanno messo in discussione la possibilità che una specie così simile a H. sapiens potesse compiere tali atti.
Nel 2025, il team di Berger ha pubblicato un aggiornamento significativo del proprio studio, presentando un articolo di 250 pagine su eLife il 28 marzo. Questo nuovo lavoro analizza prove aggiuntive che supportano la loro teoria. Il precedente aggiornamento era stato rilasciato nell’anno precedente, anticipando parte dei dati ora resi noti.
Tra le informazioni contenute nel recente studio figurano ricostruzioni dettagliate degli scheletri di H. naledi, rinvenuti nelle grotte Rising Star. Le ricostruzioni forniscono informazioni cruciali sulla disposizione degli arti e sulla distanza tra i resti. Queste scoperte sono state accolte con interesse dalla comunità scientifica, tanto che alcuni ricercatori che avevano precedentemente espresso dubbi sulla qualità della ricerca hanno ora riconosciuto che il team di Berger ha presentato prove sufficienti per confermare l’esistenza di sepolture associate a questa specie.
Nonostante il crescente supporto per le scoperte di Berger, non tutti gli scienziati concordano sul fatto che H. naledi fosse capace di seppellire volontariamente i propri morti. Alcuni esperti ritengono che il ritrovamento di scheletri in posizione fetale possa essere interpretato come un evento casuale o come evidenza che questi antenati umani potessero essere deceduti nel sonno. La questione rimane aperta e suscita un dibattito vivace tra gli studiosi.
Il confronto tra le evidenze di H. naledi e quelle di altre specie, come H. neanderthalensis, prosegue. Le similitudini nelle pratiche funerarie di queste specie antiche sollevano interrogativi sulla loro capacità di comprendere la morte e il significato di sepoltura. La comunità scientifica continuerà a esaminare e discutere questi temi, contribuendo a una comprensione più profonda delle origini umane e delle loro interazioni sociali.