
La missione Fram2, avvenuta nel 2025, ha segnato un’importante tappa nella storia dell’esplorazione spaziale. Sotto la guida del magnate delle criptovalute Chun Wang, quattro astronauti privati hanno raggiunto un’orbita mai esplorata prima da esseri umani, regalando al mondo un’immagine straordinaria che ha catturato l’attenzione di esperti e appassionati. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale si è rapidamente trasformato in una sfida inaspettata.
Microgravità e sindrome di adattamento spaziale
Appena entrati in microgravità, l’equipaggio ha dovuto affrontare la ben nota sindrome di adattamento spaziale, una condizione che provoca un’ondata di nausea e vomito. Questo malessere ha compromesso la prima giornata della missione, mettendo a dura prova la resistenza fisica e mentale degli astronauti. Contrariamente a quanto si possa pensare, la gravità non scompare nello spazio; a un’altitudine orbitale, infatti, persiste circa il 90% della forza gravitazionale terrestre. La sensazione di galleggiamento è il risultato di una caduta libera continua, in cui navicella e occupanti precipitando insieme verso la Terra, creano l’illusione dell’assenza di peso.
Conflitto neurologico e preparazione
Questa discrepanza tra la percezione visiva e le informazioni fornite dal sistema vestibolare genera un conflitto neurologico che può risultare insopportabile per molti, specialmente nei momenti iniziali della missione. Anche astronauti esperti, come Chris Hadfield, hanno raccontato delle loro esperienze con questo tipo di disagio, purtroppo comune in missioni spaziali. La preparazione psicologica e l’addestramento specifico che gli astronauti professionisti ricevono prima del lancio rappresentano un fattore cruciale per affrontare queste difficoltà.
Esperimenti scientifici e futuro dell’esplorazione
Con l’arrivo del secondo giorno, la situazione ha cominciato a migliorare. Chun Wang si è svegliato “completamente rinato”, consentendo all’equipaggio di aprire finalmente la cupola panoramica mentre sorvolavano il Polo Sud. Questo momento ha segnato l’inizio degli esperimenti scientifici programmati, tra cui la coltivazione di cibo in ambiente orbitale, un passo significativo per le future missioni spaziali e la colonizzazione di altri pianeti. La missione Fram2 non solo ha aperto nuove frontiere nell’esplorazione spaziale, ma ha anche gettato le basi per future ricerche che potrebbero rivoluzionare la vita umana nello spazio.