
Durante il periodo della Guerra fredda, che ha segnato gran parte del XX secolo, gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica hanno intrapreso una corsa agli armamenti senza precedenti, dando vita a tecnologie che oggi sono parte integrante della nostra vita quotidiana. Tra queste innovazioni, spiccano Internet e il computer moderno, entrambi frutto delle ricerche e degli sviluppi avvenuti in quel frangente storico.
Armi letali e pentimenti
Tuttavia, il conflitto non ha portato solo a strumenti utili, ma ha anche dato origine a armi letali, di cui molti dei loro inventori si sono spesso pentiti. Tra queste, si distingue l’agente nervino Novichok, utilizzato dalle spie russe per eliminare dissidenti politici, e il temuto sistema della “Mano morta”, progettato per essere impiegato negli ordigni nucleari.
Deterrente nucleare
Il sistema in questione è un dispositivo di natura apocalittica, capace di lanciare un gran numero di bombe nucleari dell’ex Unione Sovietica senza alcun intervento umano. Questa arma devastante si fonda sulla possibilità che gli Stati Uniti possano scatenare attacchi nucleari contro il territorio russo, rendendo il sistema una sorta di deterrente.
Capacità nucleari della Russia
Attualmente, la Russia possiede circa 1.600 bombe nucleari tattiche che operano mediante questo sistema, insieme a ulteriori 2.400 bombe intercontinentali, classificate come “armi strategiche”. In caso di crisi nucleare, alti funzionari governativi o comandanti militari russi hanno la facoltà di attivare questo meccanismo, permettendo alla Russia di rispondere a un eventuale attacco con tutte le sue forze, anche nel caso in cui le forze armate, la marina e l’aeronautica venissero annientate durante i bombardamenti iniziali.
Dottrina della distruzione reciproca
Nonostante la sua natura inquietante, questo sistema, conosciuto in Russia come Perimeter o “Sistema automatico per la rappresaglia termonucleare”, si basa sulla dottrina della distruzione reciproca assicurata, concepita per dissuadere qualsiasi nazione dall’intraprendere attacchi nucleari. Anche gli Stati Uniti hanno sviluppato tecnologie analoghe, e non sorprende che l’Urss e la Russia abbiano negato fino al 2011 di possedere tali capacità , fino a quando il generale russo Sergey Karakaev non ha confermato ufficialmente l’esistenza di questo sistema.